La Bottiglia Albeisa nasce sul finire del 1700 per volontà dei produttori della zona albese che, desiderosi di avere una bottiglia unica e riconoscibile, una “B.O.C.G.”, per i propri vini, fanno produrre dai mastri vetrai delle antiche Vetrerie di Poirino, appena fuori i limiti della città di Torino, una nuova bottiglia che soddisfi le loro ambizioni.

Nasce così una bottiglia, realizzata a mano, pezzo per pezzo, un po’ borgognotta, un po’ bordolese, diversa dalle due francesi ma simile per diametro ed altezza. Il suo utilizzo è diffuso, la zona cresce e i produttori sono felici di poter utilizzare con maggior frequenza un contenitore di vetro che, fino a quel momento, era un lusso riservato alla sola nobiltà.
L’avvento dell’industrializzazione del vetro, da lì a poco, rende difficile la produzione ed il rifornimento di questo prodotto, mentre nuovi grossi impianti in tutta Europa riescono a garantire alle aziende di vino nuove forme più regolari, resistenti ed economiche. È così che, nel giro di qualche decennio, l’originale bottiglia Albeisa trova sempre meno spazio, fino a smarrirsi tra le pagine della storia di queste terre..

LA RINASCITA

Nascita della bottiglia AlbeisaÈ nel 1973 che la “B.O.C.G.” delle Langhe torna a rivivere. Grazie all’intuizione di 16 produttori albesi, ispirati dal visionario Renato Ratti, la bottiglia ALBEISA viene riprodotta e regolamentata tramite un preciso Statuto che mai prima era stato messo in atto per disciplinare e controllare l’utilizzo di un contenitore.

L’innovazione, unica nel suo genere, non è quella di riprodurre una vecchia bottiglia ma quella di legarla ad un territorio e di regolamentarne il suo utilizzo all’interno del territorio stesso. La nuova versione del 1973 riporta in modo chiaro ed esplicito il suo nome, grazie ad un rilievo sul vetro ripetuto per 4 volte ad altezza della spalla, in modo da poterlo scorgere da qualsiasi parte la si guardi. Il suo utilizzo è tutelato dall’”Associazione dei Produttori dell’Albese” che ne indica la possibilità di impiego; nonché fornisce un dettaglio sulle varietà e le DOC/DOCG che essa può contenere. Un legame forte e diretto tra quello che Le Langhe producono ed il contenitore con il quale questo prodotto viaggia per il Mondo fino a deliziare le tavole di tutti e 5 i Continenti.

Un percorso iniziato nel lontano 1973 da 16 temerari viticoltori che oggi raggruppa oltre 300 associati e quasi 17 milioni di bottiglie. Un esempio di successo e di visione lungimirante dei produttori di queste splendide colline.

Grinzane Cavour